Milano da Romantica a Scapigliata

Novara, nel castello Visconteo, ho visitato ad ottobre 2022 la mostra intitolata “Milano da Romantica a Scapigliata“.

Milano da Romantica a Scapigliata: Locandina

Io non sono una specialista di storia dell’arte, sebbene sia una pittrice, perciò di una mostra vi posso dare il mio commento estremamente personale, di primo impatto, perciò non troverete tutte le opere esposte, ma solo quelle che hanno catturato la mia fantasia e ammirazione.

I pittori romantici sono affascinanti poiché con i loro dipinti realistici e curati al punto da essere fotografie, consentono un salto nel passato: sono come poter sbirciare momenti storici precisi.

La Mostra al castello Visconteo di Novara
Imelda de Lambertazzi

La mostra si apre con un bellissimo dipinto di Hayez, intitolato “Imelda de Lambertazzi” , la storia di Imelda e Bonifacio è simile a quella di Romeo e Giulietta, poiché i due personaggi rappresentati sono i figli di due famiglie rivali di Bologna(Lambertazzi ghibellini e Gieremei Guelfi) 

Perché quest’opera come introduzione alla mostra? Perché un soggetto tratto da vicende del Medioevo?

Il Romanticismo è un movimento che nasce come reazione all’Illuminismo e alla Razionalità intesa come pretesa di spiegare tutto in termini razionali, deterministici e materialistici. 

Perciò le storie di amori tormentati e sofferti, proprio per il carico di emozione e il contrasto tra le aspirazioni del singolo che vengono frustrate o soppresse dal sistema, costituiscono un tema “romantico” poiché nella celebrazione del dolore si ha il riscatto dell’individuo che si distingue dalla massa che inconsapevole, subisce il sistema senza tentare di cambiarlo. 

Ed è perciò un tema che diventa poi metafora delle aspirazioni di libertà dal dominio straniero, e si sposa quindi con il patriottismo del Risorgimento.

Ma la mostra è ambientata soprattutto a Milano: dalle vedute dentro al duomo, a scorci di vie del centro o sui Navigli che conosco da tanto tempo. Mi ha emozionato vedere quelle vie, quelle finestre che oggi ancora mi guardano immutate, sebbene siano altre le persone che le abitano.

La prima sezione è dedicata alla Pittura Urbana attraverso le opere di igliara, Premazzi, Bisi, Cannella e Inganni… 

Milano
Piazza Duomo
Milano

Interno del Duomo di Milano. Che emozione rivederlo con il ricordo della visita di quest’estate che mi aveva riempito di meraviglia per la luce tra le colonne e i colori che entravano dalle finestre e rimbalzavano sulle pietre bianche e sui pavimenti lucidi.

Segue poi una seconda sezione dedicata ai Protagonisti di questo palcoscenico, come dicevo ho messo solo alcuni e di alcuni un dettaglio che mi ha incuriosito… Di questa donna mi piace come Hayez ha reso i capelli e l’orecchino.

Milano da Romantica a Scapigliata
Ritratto della contessa Zumali Marsili, Haiez

Che bella questa coppia con la piccola bimba in braccio a suo padre! Sono tutti e tre meravigliosi nella perfezione di ciò che incarnano: la bambina che gioca con il bottone della giacca, l’innocenza, l’uomo dallo sguardo saggio e un po’ stanco e la donna con gli occhi pieni di amore e di speranza.

La mostra prosegue con altri dipinti che raccontano le vicende delle cinque giornate di Milano, ma i ritratti sono incentrati nel quotidiano dei piccoli, dei semplici…

La ragazza seduta sul letto non sta guardando il cellulare, sebbene ad uno sguardo distratto e non cosciente del contesto possa sembrar così. In realtà sta guardando con preoccupazione e affetto la foto del suo amato impegnato in guerra.

Milano Scapigliata

I dipinti abbandonano via via la perfezione dell’effetto quasi fotografico dei pittori romantici e si avviano ad un uso del tratto pittorico più pasticciato e materico che condurrà nelle ultime sale allo stile degli Scapigliati. Alcuni effetti sono ben riusciti perché nel fondere il soggetto allo sfondo hanno catturato l’essenza del personaggio o del movimento. Di questa ragazza è riuscito lo sguardo e l’effetto del tessuto con trine e pizzi che così sfuocato sembra frizzante come spuma di mare.

In generale i quadri che ho apprezzato di più di questa mostra sono comunque i primi, quelli più fotografici, perché i quadri degli Scapigliati sono un po’ pochi per farsene un’idea. Una mostra totalmente dedicata con molte più opere permette di far emergere pezzi più particolari e riusciti.

Una passeggiata per Novara

Dopo la mostra si può fare un giro per il centro : piazza Puccini e via Fratelli Rosselli delimitate da portici molto ben tenuti. Si può visitare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, davvero imponente nella sua architettura Neoclassica, che ripete il tempio greco. Mi ricorda un po’ infatti quella di San Michele a Imperia.

E in alto in fondo alla navata centrale, prima dell’incrocio con il transetto troviamo una finestra rotonda che si direbbe decorata da maestri vetrai moderni.

Fin dall’ingresso in città si vede svettare tra i tetti una cupola che ricorda la Mole Antonelliana di Torino. Si tratta della Basilica di San Gaudenzio. La cupola è in effetti stata realizzata dallo stesso Architetto Alessandro Antonelli, ed è per questo che si nota la somiglianza, la differenza sta nel fatto che La Mole Antonelliana di Torino ha base quadrata, mentre questa rotonda. 

In questa foto non si vede bene perché fatta dal fronte della chiesa. Bisogna porsi molto lontano dalla stessa per poterla misurare con una foto che renda la sua bellezza.

L’interno è notevole, in questa foto particolarmente riuscita fatta da Carlo, che ha colto i raggi di luce che filtravano dalle finestre.

Una delle cappelle laterali ha una statua veramente particolare: si tratta di una Madonna nera ispirata a quella di Loreto. Le Madonne nere sono diffuse un po’ in tutta Europa. Alcune sono nere a causa dello scurimento del legno dovuto al fumo delle candele. Altre sono veramente nere originarie, e sono fatte in ebano o in marmo nero. 

Sta di fatto che, escludendo quelle che sono diventate nere per cause esterne, l’idea di creare immagini della Madonna di colore nero è molto antica. Risale alla sovrapposizione del culto antichissimo della dea egizia Iside, che rappresentava la notte, che partorisce Osiride, l’alba ovvero la luce. 

Quindi le statue più antiche di provenienza ignota potrebbero essere statue della dea Iside riconvertite successivamente in Madonne, visto che alla fine si trattava della dea Madre, e queste poi hanno influenzato una parte della produzione successiva per una scelta di gusto estetico, poiché questa che vediamo non è certamente antica.

In verità entrambe le chiese meriterebbero una visita più approfondita, soprattutto la cupola, sarebbe interessante visitarla fino in alto. Quando si visita un posto per un motivo, si scoprono sempre tanti altri motivi … 😉

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